Come funziona l’esperienza
1. Una luce nella notte mira a condurre un giovane dalla strada ad un incontro diretto con Gesù Risorto
(il kerygma!), attraverso il contatto con la fede viva di altri giovani che “ci credono” e che si mettono in gioco per testimoniare la propria fede.
2. Tale incontro avviene attraverso un contatto diretto con l’Eucaristia, esposta in una chiesa preparata solo per questo scopo. Non è una solita veglia di adorazione, ma è una chiesa aperta e pronta per l’evangelizzazione.
3. Per condurre un giovane a riconoscere Gesù, com’è stato per i discepoli di Emmaus, occorre “fare strada” con lui e annunciargli le Scritture. Per questo si organizzano 4 equipes di giovani. che sono ugualmente importanti ed essenziali, ognuna con il proprio ministero. Tutti siamo chiamati ad evangelizzare con compiti diversi.
4. La prima equipe evangelizza all’esterno: le coppie ricevono una zona da evangelizzare, contattando i giovani lì dove si trovano: in discoteca, al bar, sulla panchina. Scopo di questo breve incontro è instaurare un dialogo di fede e invitarli ad incontrare Gesù nella chiesa aperta. Per questo l’annuncio deve essere chiaro ed esplicito.
5. La seconda equipe ha un compito fondamentale: condurre le persone che entrano in chiesa ad un autentico incontro con Gesù vivo. Non è sufficiente accompagnarle davanti all’Eucaristia, ma occorre un vero e proprio stile di annuncio e di accoglienza. Attraverso lo strumento della preghiera da presentare a Gesù (che verrà consegnata a Lui in un cestino) e quello della frase biblica da pescare, il giovane viene condotto ad affidare la sua vita al Signore e a riconoscerlo come l’unico. Al termine la confessione sacramentale suggella questo brevissimo e intenso cammino kerygmatico.
6. La terza equipe sostiene con la preghiera coloro che verranno contattati e i missionari. Pregando
silenziosamente, in chiesa, questi giovani testimoniano il loro amore per Gesù e la loro fede nell’efficacia della preghiera. Solo protagonista della missione è lo Spirito Santo. Noi siamo servi inutili.
7. La quarta equipe in chiesa anima l’adorazione con il canto, la musica e la proclamazione della Parola. Il tono è basso. Non si fanno preghiere spontanee: solo Gesù parla con la sua Parola, letta ogni tanto in piccoli brani.
Gesù al centro: Lui solo parli
8. In questa esperienza è importante che SOLO Gesù sia al centro. Per questo l’annuncio esterno invita solo ad entrare in chiesa per incontrare Gesù (e non pubblicizza altre iniziative personali o di movimento). Anche
l’accoglienza interna mira solo a portare fisicamente un giovane davanti a Lui. Il canto fa risuonare le parole Sue, evitando tutto ciò che non sia dalla Scrittura. L’intercessione silenziosa di alcuni fratelli sparsi per la
chiesa confessa che senza di Lui non possiamo far nulla.
9. La chiesa è addobbata con cura, con luci soffuse e con solo Gesù Eucaristia illuminato. Appena uno entra in chiesa, dovrebbe accorgersi solo di Lui e dirigere il suo sguardo verso l’altare. La bellezza è un attributo di Dio che evangelizza molto… Lui solo è il protagonista della serata.
Perché andiamo in giro ad evangelizzare?
10. Molti giovani, anche se hanno ricevuto i sacramenti dell’Iniziazione cristiana, vivono fermi al venerdì santo. Come i discepoli di Emmaus, non conoscono un Gesù vivo. Non hanno fatto esperienza di Lui. Per questo Gesù ci manda! Noi abbiamo scoperto che è una Grazia e una gioia incontrarLo. Non possiamo tacere ciò che abbiamo visto e udito (cfr. At 4,20).
11. Andiamo di notte, perché la notte è il tempo e lo spazio vissuto dai giovani per il loro tempo libero, per le amicizie e la grandi scelte della vita. Di notte, come Nicodemo, è più facile che si lascino interrogare nel cuore. La notte avvolge tutto nel mistero e nell’anonimato: è più facile aprirsi alla Grazia ed essere liberi dai
condizionamenti del mondo.
Come gli amici del Vangelo
12. Come i quattro discepoli di Mc 2,1-12, anche noi caliamo dal tetto l’amico paralitico, per presentarlo davanti al Maestro, l’unico che può perdonare i peccati. Anche noi siamo “quattro gatti”, ma con un compito
fondamentale: prenderci cura dei nostri fratelli “paralizzati” dal peccato e dalla non conoscenza di Dio.
13. «Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico» (v.4). Anche oggi la folla e mille altri condizionamenti impediscono ai giovani di accostarsi ad un Gesù vivo. Per questo occorre “scoperchiare il tetto”, uscire dagli schemi, aprire di notte la chiesa e prepararla in modo inedito.
14. «Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”. …» (v.5). Ciò che
evangelizza i lontani è vedere dei credenti che “ci credono davvero”. Ciò lo si vede dallo stupore che suscita
incontrare di notte un giovane che ti parla di Gesù in certi ambienti. Questa “visione” invita alla conversione e porta il giovane all’incontro sacramentale della Riconciliazione.
15. «Ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua» (v.11). Ognuno torna al proprio ambiente di vita. Una luce nella notte non ha alcuna spiritualità da proporre se non quella di vivere il proprio Battesimo. Chi ha incontrato Gesù vivo, si cercherà un cammino di crescita, così come lo Spirito Santo gli donerà.
16. «Tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: “Non abbiamo mai visto nulla di simile!” (v.12). Una luce nella notte suscita sempre tanta meraviglia, di fronte all’evidente azione di Dio nei cuori degli evangelizzati. Solo Lui è capace di convertire in un istante un peccatore o di mostrarsi agli occhi della fede di un non
credente.
Per chi inizia
17. Questo tipo di evangelizzazione va ben preparato attraverso una formazione previa. Solitamente questa comincia con un Corso Base di Evangelizzazione o con un pomeriggio di formazione. Organizzandosi in due gruppi che si alternano in due ateliers di almeno mezz’ora ciascuno: “Accoglienza + Canto” e “Contatti + Intercessione”.
18. Per organizzare Una luce nella notte non sono necessarie molte persone. Il minimo è avere 2 all’animazione, 1 all’intercessione, 1 sacerdote, 2 all’accoglienza e una coppia di evangelizzatori esterni (in totale 8 persone). La chiesa dovrà essere utilizzabile di notte e in un luogo “strategico”, in centro città, in una zona pedonale o dove c’è passeggio di giovani. |
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