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L’essenziale è invisibile agli occhi… ma si riesce a vedere bene con il cuore… e diventa visibile bene in Gesù

“I Giovani si pongono tante domande sul dove, sul come, sul quando e sul perché della loro esistenza. Si sentono come passeggeri clandestini in rotta verso l’infinito, abbagliati da un’evidenza che non riescono mai a trattenere. E sognano di incontrare un giorno un piccolo principe che li indichi le stelle e li apra il cuore. A cuore aperto riescono a spiegare ai grandi le cose e a cambiarli, come possono cambiare anche la nostra Chiesa.”

Il significato più profondo di tutto il libro, però, non riguarda tanto i personaggi in sé, quanto il modo nel quale li guarda il protagonista. Non prova nessuna simpatia per un re o un uomo d’affari e non ha nessun interesse per i risultati che hanno raggiunto. Non capisce come facciano i grandi a essere attratti da questi aspetti noiosi dell’esistenza. È molto meglio ascoltare la volpe, quando gli spiega che quando si viene “addomesticati”, cioè quando ci si lega a una persona, si corre il rischio di soffrire un po’. Ma quello che conta davvero nella vita, non è quante cose si posseggono, ma quali rapporti

si sono stretti con chi ci sta attorno. D’altronde non sono questo l’amore e l’amicizia? Non si rinuncia a una parte della propria libertà, correndo il rischio di farsi un po’ male, per non perdere la bellezza di legarsi a una persona? E così quella rosa era davvero l’unica, almeno per il piccolo principe che si era preso cura solo di lei ed era questa la differenza con tutti gli altri fiori. Solo che lei era un po’ troppo vanitosa per ammettere di aver bisogno di lui e quindi preferisce attribuire la sua particolarità a un fatto del tutto marginale, come il suo aspetto esteriore. Ma un bambino lo capisce subito perché quella rosa o quella volpe o il suo amico sono speciali. Ecco come mai una storia adatta ai più piccoli è in realtà è un racconto che piccolo, ti ci vuole far tornare, per capire di nuovo quello che tutti sanno benissimo e, cioè, COSA CONTA DAVVERO NELLA VITA.

L’essenziale diventa visibile nel volto di Gesù, nelle sue parole, nel suo insegnamento: l’amicizia con lui genera un «addomesticamento», una libertà tutta particolare, che sconvolge la vita. I giovani si trasformano così in un nuovo messaggio rivolto ai grandi, che vogliono diventare… piccoli. E’ proprio grazie all’amicizia con Gesù che un’autentica sconvolgente rivelazione, che permette all’essenziale – con il linguaggio universale dell’amore – di rendersi oltre che visibile, tangibile e necessario per ribaltare i valori su cui è costruito questo sgangherato mondo terreno in cui viviamo. Una parabola classica che ripropone, rivolgendosi anche agli adulti e alla Chiesa stessa e a chi vive una fede solo di facciata, i valori fondamentali della catechesi cattolica.

(Riflessione a cura del Gruppo Giovani della Parrocchia di Santa Croce)

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