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in diretta dalla convivenza a Sansepolcro

 

 

 

Premessa
La convivenza è un’esperienza di vita comunitaria che affonda le radici nella tradizione secolare della Chiesa ed esprime oggi, in questo contesto culturale, una reale e necessaria pedagogia alla vita relazionale, affettiva e alla conoscenza di Dio.
Il progetto in questione è rivolto a 20-25 ragazzi (di una classe terza) che con alcuni educatori (2, della Caritas), professori (1 docente di riferimento) e con un sacerdote vivono insieme per cinque giorni sotto lo stesso tetto, rispettando i loro ritmi di studio e sottolineando i momenti di condivisione e di servizio alla comunità.

Valore educativo
L’intuizione pedagogica che sta alla base dell’esperienza è quella di rendere protagonisti i ragazzi e allo stesso tempo di fargli prendere consapevolezza di essere accolti, custoditi e formati. Ai ragazzi viene affidata una convivenza di 5 giorni: in questo periodo sono loro i  padroni di casa, e quindi ne sono anche i responsabili, si organizzano per la spesa al supermercato, fanno i turni per le pulizie, cucinano e programmano la loro giornata. Inoltre ad alcuni di loro verranno affidati compiti “pubblici” (fotografo, relatore…) che costringono i ragazzi ad uscir fuori da se stessi e prendere coscienza dei propri doni.
In questo modo alcune semplici dimensioni educative diventano allora penetranti e riconcilianti: è lo stile della semplicità che paradossalmente li attira, sentono la profondità del valore della quotidianità vissuta insieme. Cucinare e sparecchiare, lavare e asciugare, studiare e pregare: tutto diventa nuovo e bello, il consegnargli una casa li fa diventare protagonisti della loro educazione.
E’ ovvio che la loro presenza nella casa è scandita da alcune regole fondamentali (la cui trasgressione, soprattutto per quanto riguarda la presenza a scuola la mattina, comporta l’allontanamento dal resto del gruppo) da alcuni semplici e piacevoli rituali, ma soprattutto dall’accompagnamento continuo degli educatori, poiché sono loro i garanti della convivenza di questi cinque giorni, sono loro che diventano modelli credibili e affidabili con cui intrecciare relazioni positive e spesse volte confidenziali.
In convivenza i ragazzi hanno la possibilità di gustare anche la dimensione di Dio. E’ un Dio silenzioso, che si nasconde nelle figure concrete degli educatori o dei preti che si appassionano a loro, è un Dio che si rende visibile sui muri delle stanze dove appaiono angeli, santi e immagini sacre che parlano di gioia e resurrezione. E con Dio colgono il volto di una Chiesa piacevole e alla loro portata. E’ un Dio che parla loro nei giorni vissuti insieme in punta di piedi, semplicemente con la lettura di un breve passo della Bibbia, Parola antica e sempre nuova e capace di far vibrare le corde dei loro cuori, ogni mattina prima di recarsi a scuola.
E’ importante sottolineare che l’esperienza di conVIVENDO non esclude l’attività scolastica ma si inserisce all’interno della dimensione quotidiana dell’alunno che continuerà a svolgere le proprie attività, anche extrascolastiche, inserite all’interno della vita comune.

Obiettivi della Convivenza
Offrire ai ragazzi un tempo “forte” di crescita personale all’interno di una realtà comunitaria e, per quanto sta nella libertà di ciascuno, di fede, far maturare in loro la consapevolezza dell’essere accolti e valorizzati per quello che sono.
Aiutare ciascuno ad uscir fuori da se stesso con il gioco, il confronto continuo e il servizio comunitario.
Costruire, attraverso alcune semplici regole, il senso di responsabilità e di servizio all’altro.
Accrescere la capacità di relazione fra i ragazzi, quando si vive un'esperienza straordinaria nell'ordinario si ha la capacità di andare oltre se stessi, mettendo in luce i pregi e i difetti del vivere comune.

Periodo e location
Il periodo di svolgimento, considerata anche la scansione didattica, è la prima parte del pentamestre, nello specifico le date proposte sono 31 gennaio-5 febbraio 2010. Nei mesi precedenti, a partire dal prossimo ottobre, l’esperienza viene preparata dai ragazzi insieme all’insegnante di IRC durante le ore di lezione della disciplina o nel pomeriggio: in queste occasioni parteciperanno anche gli educatori che accompagneranno i ragazzi durante i giorni di vita comunitaria e i docenti interessati (nei vari incontri si affronteranno tematiche quali la Relazione, la Personalità, l’Integrazione).
Per quanto riguarda la sede, la scelta è ricaduta sull’Ostello-Foresteria dell’antico convento dei Servi di Maria, situato in centro a Sansepolcro. Inizialmente tra le sedi prese in esame figuravano anche la casa accanto al Santuario della Madonna del Carmine vicino ad Anghiari, l’eremo di Montecasale, le Suore del Cenacolo di Montauto, escluse poi per motivi logistici ed anche economici.

Struttura della convivenza
La convivenza è proposta ai ragazzi di terza liceo che sono compagni di classe e si inserisce in un percorso biennale che prevede il ripetersi dell’esperienza l’anno successivo, in quarta liceo (magari accompagnando altri ragazzi di terza che vorranno partecipare). Si richiede, ovviamente, la permanenza non solo diurna e la partecipazione ad alcuni momenti comuni.Il periodo è di cinque giorni e comincia la Domenica sera con la cena (ore 20) e la consegna delle regole da rispettare nella casa, e termina il venerdì sera con la cena insieme ai genitori e ai professori: il sabato i ragazzi saranno a scuola per il normale svolgimento delle lezioni!I due appuntamenti che aprono e chiudono la giornata sono: la lettura del vangelo del giorno la mattina prima di andare a scuola, e la comunicazione fraterna (condivisione) di come è andata la giornata nella serata. La convivenza, per realizzare una dimensione educativa, prevede nel corso delle giornate una parte fissa comune per tutti i ragazzi (momento di inizio giornata e di fine serata, colazione, pranzo, cena, servizi e pulizie, giochi o altri momenti di formazione) e una parte libera (studio, eventuali attività extrascolastiche pomeridiane e serali). Per quanto riguarda il trasferimento dalla struttura ospitante a scuola e il ritorno nella struttura stessa per il pranzo insieme, provvederanno personalmente gli educatori ad accompagnare a piedi i ragazzi, mentre per eventuali attività pomeridiane che vedono coinvolti alcuni ragazzi (sport, danza, musica), sarà compito dei genitori prelevare gli stessi e a riportarli al termine degli impegni. E’ ovvio che le eventuali e possibili assenze a pranzo, a cena o agli altri momenti, comunicate al sacerdote referente o agli educatori.
Durante le serate si prevedono varie attività da svolgere assieme (Cineforum, interventi degli educatori su tematiche specifiche, attività ludiche e sportive).All’interno della convivenza si distribuiscono le varie responsabilità (pulizie, cucina…) in base anche agli impegni personali; la domenica vengono affidati i compiti principali e vengono stabiliti i vari gruppi di servizio.

Gli educatori
Il primo educatore è il professore che vive la convivenza, a cui si possono aggiungere altri docenti che vogliono partecipare anche solo ad alcuni momenti di questa esperienza.Gli altri educatori sono giovani adulti che scelgono ovviamente di stare con i ragazzi condividendo per quanto è possibile la loro vita quotidiana: non ci sono momenti della giornata in cui almeno due educatori non siano presenti nella casa. Sono invitati tutti i professori, anche soltanto per una visita ed un dialogo con i ragazzi e gli educatori.
Gli educatori, in un atteggiamento di ascolto attivo del ragazzo, al fine della crescita personale dell’individuo, lo aiutano a trovare soluzioni ad personam (valide a livello individuale), a realizzare scelte responsabili riconoscendo e valorizzando le proprie risorse, non proponendo soluzioni valide a priori.

Il sacerdote
E’ previsto che l’esperienza abbia un sacerdote di riferimento che vive nella casa. In modo particolare a lui è affidata la preghiera del mattino con una semplice e brevissima spiegazione del vangelo del giorno e l'eventuale ascolto dei ragazzi. Il sacerdote condivide la giornata con i ragazzi come testimone di uno stile di vita, attento alle richieste e alle esigenze dei ragazzi stessi.

Costi di partecipazione
Sono quelli relativi al vitto e ai bisogni alimentari giornalieri. La struttura viene pagata dalla Diocesi (dall’Ufficio di Pastorale Giovanile diocesano). Ovviamente per ogni particolare problema si farà riferimento al prete responsabile. E’ augurabile che il ragazzo possa vivere l'esperienza anche se impossibilitato a pagare. Nel caso di danni alla struttura vale ovviamente il detto: “chi rompe paga”.  L’itinerario spirituale della Convivenza
“Occorre saper creare veri  laboratori della fede, in cui i giovani crescano, si irrobustiscano nella vita spirituale e diventino capaci di testimoniare la Buona Notizia del Signore nella scuola, nel lavoro, nel tempo libero”.
(dal documento CEI “Comunicare il vangelo in un mondo che cambia” )

Don Danilo Costantino
(Responsabile dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile, e della Consulta Regionale di Pastorale Giovanile)

Polchi Stefano
(Operatore di Pastorale Giovanile locale e diocesano, ed educatore)

Prof. Novelli Luca
(Docente di Lettere italiane e latine)

 

 

 

 

 
 
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