In ascolto dei Giovani

La nostra Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro sta vivendo l’esperienza entusiasmante e anche impegnativa del Sinodo, cioè il ritrovarsi insieme per ascoltare, riflettere e lanciare lo sguardo con speranza verso il futuro della nostra Chiesa a servizio del mondo.

Per questo, il Centro di Pastorale Giovanile ha preparato un momento di incontro e confronto per i giovani e i loro educatori domenica 11 giugno.

I lavori di gruppo sono stati basati sul questionario del Sinodo Giovani del 2018.

ESPERIENZA MISSIONARIA IN INDONESIA

Il Centro Diocesano di Pastorale Giovanile propone, con la collaborazione delle Suore Francescane Ancelle di Maria, una esperienza di viaggio missionario in Indonesia.

L’esperienza si propone di offrire una possibilità di incontro diretto con una cultura diversa e molto ricca dell’Asia attraverso l’inserimento nella attività quotidiana della comunità
religiosa che si rivolge in particolare all’educazione delle ragazze ospiti dei Convitti gestiti dalle Suore e alla collaborazione con la parrocchia.

Luogo: Atambua, Isola di Timor, Indonesia

Tempi: dal 8 al 29 agosto 2017

Costi: il viaggio è a carico dei partecipanti più un contributo volontario per le spese di vitto e alloggio presso la comunità religiosa

Per informazioni e iscrizioni:
sr Alessandra cell. 3335997040

La lettera di Papa Francesco ai Giovani per la presentazione del documento preparatorio del Sinodo

Carissimi giovani,

sono lieto di annunciarvi che nell’ottobre 2018 si celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Ho voluto che foste voi al centro dell’attenzione perché vi porto nel cuore. Proprio oggi viene presentato il Documento Preparatorio, che affido anche a voi come “bussola” lungo questo cammino.

Mi vengono in mente le parole che Dio rivolse ad Abramo: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). Queste parole sono oggi indirizzate anche a voi: sono parole di un Padre che vi invita a “uscire” per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni, incontro al quale Egli stesso vi accompagna. Vi invito ad ascoltare la voce di Dio che risuona nei vostri cuori attraverso il soffio dello Spirito Santo.

Quando Dio disse ad Abramo «Vattene», che cosa voleva dirgli? Non certamente di fuggire dai suoi o dal mondo. Il suo fu un forte invito, una vocazione, affinché lasciasse tutto e andasse verso una terra nuova. Qual è per noi oggi questa terra nuova, se non una società più giusta e fraterna che voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie del mondo?

Ma oggi, purtroppo, il «Vattene» assume anche un significato diverso. Quello della prevaricazione, dell’ingiustizia e della guerra. Molti giovani sono sottoposti al ricatto della violenza e costretti a fuggire dal loro paese natale. Il loro grido sale a Dio, come quello di Israele schiavo dell’oppressione del Faraone (cfr Es 2,23).

Desidero anche ricordarvi le parole che Gesù disse un giorno ai discepoli che gli chiedevano: «Rabbì […], dove dimori?». Egli rispose: «Venite e vedrete» (Gv 1,38-39). Anche a voi Gesù rivolge il suo sguardo e vi invita ad andare presso di lui. Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito quest’impulso a mettervi in cammino? Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena. Ciò sarà possibile nella misura in cui, anche attraverso l’accompagnamento di guide esperte, saprete intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio sulla vostra vita. Pure quando il vostro cammino è segnato dalla precarietà e dalla caduta, Dio ricco di misericordia tende la sua mano per rialzarvi.

A Cracovia, in apertura dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù, vi ho chiesto più volte: «Le cose si possono cambiare?». E voi avete gridato insieme un fragoroso «Sì». Quel grido nasce dal vostro cuore giovane che non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell’indifferenza. Ascoltate quel grido che sale dal vostro intimo! Anche quando avvertite, come il profeta Geremia, l’inesperienza della vostra giovane età, Dio vi incoraggia ad andare dove Egli vi invia: «Non aver paura […] perché io sono con te per proteggerti» (Ger 1,8).

Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte audaci, non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare per seguire il Maestro. Pure la Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori. San Benedetto raccomandava agli abati di consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante, perché «spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore» (Regola di San Benedetto III, 3).

Così, anche attraverso il cammino di questo Sinodo, io e i miei fratelli Vescovi vogliamo diventare ancor più «collaboratori della vostra gioia» (2 Cor 1,24). Vi affido a Maria di Nazareth, una giovane come voi a cui Dio ha rivolto il Suo sguardo amorevole, perché vi prenda per mano e vi guidi alla gioia di un «Eccomi» pieno e generoso (cfr Lc 1,38).

Con paterno affetto,

FRANCESCO

Dal Vaticano, 13 gennaio 2017

La conferenza stampa di presentazione del documento preparatorio del Sinodo sui giovani

Intervento del Card. Lorenzo Baldisseri

Signori e Signore,

Sono lieto di rivolgermi ai Signori e alle Signore della Stampa e degli altri Mezzi di Comunicazione Sociale, per presentare oggi, dopo l’annuncio del tema il 6 ottobre scorso, il Documento Preparatorio, che il Sinodo dei Vescovi lancia alla Chiesa e al mondo, in preparazione della Celebrazione della sua XV Assemblea Generale Ordinaria, che si terrà nell’ottobre del 2018. Il tema è: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Allo stesso tempo, anzi in primo luogo, mi onoro di comunicare che proprio oggi il Santo Padre rivolge una Lettera – che si rende pubblica – indirizzata direttamente ai giovani, quale segno della sua sollecitudine affettuosa verso di loro, perché come Egli dice: «vi porto nel cuore».

Il Santo Padre nella sua missiva esorta i giovani a partecipare attivamente al cammino sinodale, perché il Sinodo è per loro e perché tutta la Chiesa si mette in ascolto della loro voce, della loro sensibilità, della loro fede, come anche dei loro dubbi e delle loro critiche. Li invita inoltre ad ‘uscire’, sull’esempio di Abramo, per incamminarsi verso la terra nuova costituita «da una società più giusta e fraterna» da costruire fino alle periferie del mondo. Ricorda loro Cracovia all’apertura della GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) quando disse: «Le cose si possono cambiare? E voi avete gridato insieme un fragoroso sì». Questo “sì” nasce da un cuore giovane che «non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell’indifferenza». Li invita a scelte audaci e non dimentica quei giovani che «sono costretti a fuggire dal loro paese natale» a causa «della prevaricazione, dell’ingiustizia e della guerra».

Per realizzare in maniera gioiosa e piena la loro vita, Papa Francesco stimola i giovani ad «intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio» sulla loro vita e li affida a Maria di Nazareth, «una giovane (…) a cui Dio ha rivolto il Suo sguardo amorevole».

Con le sue parole il Papa vuole imprimere una scultoria motivazione umana ed ecclesiale del prossimo Sinodo sui giovani, che sono compresi nella fascia di età tra i 16 ed i 29 anni, nella consapevolezza che l’età giovanile richiede di essere adattata alle differenti realtà locali, come evidenziato dal Documento Preparatorio.

Il documento è inviato ai Consigli dei Gerarchi delle Chiese Orientali Cattoliche, alle Conferenze Episcopali, ai Dicasteri della Curia Romana e all’Unione dei Superiori Generali e «dà avvio alla fase della consultazione di tutto il Popolo di Dio», con lo scopo di raccogliere informazioni circa l’odierna condizione dei giovani nei variegati contesti in cui essi vivono, per poterla discernere adeguatamente in vista dell’elaborazione dell’Instrumentum Laboris. È da tenere presente che esso è rivolto a tutti i giovani del mondo nella più ampia dimensione e comprensione e partecipazione.

Esso si pone in continuità con il cammino che sta percorrendo la Chiesa sotto la guida del Magistero di Papa Francesco. La centralità della gioia e dell’amore, più volte sottolineata nel testo, rimanda chiaramente all’Evangelii Gaudium e all’Amoris Lætitia. Non mancano i riferimenti anche alla Laudato si’, alla Lumen Fidei e all’insegnamento di Papa Benedetto.

In particolare l’Amoris Laetitia, che riporta per 36 volte la parola “giovani”, sollecita tra l’altro a «trovare le parole, le motivazioni e le testimonianze che ci aiutino a toccare le fibre più intime dei giovani, là dove sono più capaci di generosità, di impegno, di amore e anche di eroismo» (n. 40).

Il documento si divide in tre parti. Nella prima invita a mettersi in ascolto della realtà. La seconda evidenzia l’importanza del discernimento alla luce della fede per arrivare a compiere scelte di vita che corrispondano realmente al volere di Dio e al bene della persona. La terza concentra la sua attenzione sull’azione pastorale della comunità ecclesiale.

L’icona evangelica del “discepolo amato” introduce alle tre parti come breve presentazione del cammino.

Il primo capitolo, intitolato “I giovani nel mondo di oggi”, fornisce elementi utili per contestualizzare la situazione giovanile nella realtà odierna, tenendo conto che il quadro tracciato chiede di essere adattato alle circostanze specifiche di ciascuna regione. In esso si tengono presenti «alcuni risultati delle ricerche in ambito sociale utili per affrontare il tema del discernimento vocazionale», così pure le molteplici sfide che riguardano la cultura “scientista”, l’insicurezza, la disoccupazione, la corruzione, nonché i fenomeni dell’alcolismo, del gioco e della tossicodipendenza.

Il secondo capitolo, centro del Documento, ha come titolo “Fede, discernimento, vocazione”. «La fede, in quanto partecipazione al modo di vedere di Gesù (…), è la fonte del discernimento vocazionale», attraverso il quale «la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita». Solo un corretto discernimento permetterà al giovane di trovare davvero la sua personale, unica, irripetibile ‘strada nella vita’. Questo percorso è ispirato dai tre verbi già utilizzati in Evangelii Gaudium 51: riconoscere (ciò che avviene nel proprio mondo interiore), interpretare (ciò che si è riconosciuto) e decidere (come «autentico esercizio di libertà umana e di responsabilità personale»).

Va chiarito che il termine ‘vocazione’ deve essere inteso in senso ampio e riguarda tutta la vasta gamma di possibilità di realizzazione concreta della propria vita nella gioia dell’amore e nella pienezza derivante dal dono di sé a Dio e agli altri. Si tratta di trovare la forma concreta in cui questa realizzazione piena può avvenire «attraverso una serie di scelte, che articolano stato di vita (matrimonio, ministero ordinato, vita consacrata, ecc.), professione, modalità di impegno sociale e politico, stile di vita, gestione del tempo e dei soldi, ecc.».

La scelta di vita avviene nel segreto della propria coscienza. Lì ognuno ascolta la voce di Dio e con lui dialoga e alla fine decide. L’aiuto di altre persone, per quanto necessario, non può mai sostituire questo dialogo intimo e personale.

Il terzo capitolo, intitolato “L’azione pastorale”, pone l’accento sul significato che ha per la Chiesa «l’accompagnare i giovani ad accogliere la gioia del Vangelo» in un tempo, come il nostro, «segnato dall’incertezza, dalla precarietà, dall’insicurezza».

L’attenzione è rivolta ai soggetti, ai luoghi e agli strumenti di questo accompagnamento.

I soggetti dell’azione pastorale sono gli stessi giovani, sia come protagonisti, sia come recettori. La Chiesa chiede loro «di aiutarla ad identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia». Occorrono persone di riferimento: in primo luogo i genitori, poi i pastori, i consacrati, gli insegnanti ed altre figure educative. Queste persone di riferimento devono essere «autorevoli, con una chiara identità umana, una solida appartenenza ecclesiale, una visibile qualità spirituale, una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discernimento». Poi l’attenzione sul ruolo e sulla responsabilità dell’intera comunità dei credenti.

I luoghi dell’azione pastorale sono la vita quotidiana, le attività per i giovani, le GMG, gli eventi diocesani, le parrocchie, gli oratori, le università, le scuole cattoliche, il volontariato, le attività sociali, i centri di spiritualità, le esperienze missionarie, i pellegrinaggi, la pietà popolare. Non manca un affondo nel ‘mondo digitale’, che apre ad opportunità inedite, ma anche a nuovi pericoli.

Gli strumenti sono i linguaggi (privilegiando quelli più espressivi per i giovani), l’educazione, la preghiera, il silenzio, la contemplazione.

Il Questionario che segue è parte integrante del documento, non è una semplice appendice.

Esso si distingue pure in tre parti. La prima riguarda la raccolta di dati statistici. La seconda è composta dalle domande. La novità è costituita dal fatto che alle domande generali proposte a tutti indistintamente (in numero di 15), si aggiungono 3 domande specifiche per ciascuna area geografica, alle quali si richiede la risposta solo degli appartenenti al Continente interessato. La terza parte ha come oggetto la “condivisione delle pratiche”, secondo modalità che vengono chiaramente esposte. Lo scopo di questa parte, anch’essa una novità, è quello di arricchire tutta la Chiesa portando a conoscenza le esperienze, spesso di grande interesse, che si svolgono nelle diverse regioni del mondo affinché possano essere di aiuto a tutti.

Gli elementi che emergeranno dalle risposte serviranno alla redazione dell’Instrumentum Laboris, documento consegnato ai padri sinodali prima dell’Assemblea.

 

Intervento di S.E. Mons. Fabio Fabene

Il cammino di preparazione della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi prevede una serie di iniziative programmate dalla Segreteria Generale del Sinodo per accompagnare e sostenere l’approfondimento del Documento Preparatorio che avviene nelle Chiese particolari dei cinque Continenti. Tali iniziative intendono coinvolgere i giovani nell’itinerario sinodale, e nello stesso tempo far emergere la realtà del mondo giovanile nella diversità sociale e culturale delle diverse parti del mondo, affinché i giovani possano esservi realmente inseriti.

Innanzitutto sembra importante coinvolgere i giovani nella fase preparatoria dell’Assemblea sinodale perché il prossimo Sinodo non vuole solo interrogarsi su come accompagnare i giovani nel discernimento della loro scelta di vita alla luce del Vangelo, ma vuole anche mettersi in ascolto dei desideri, dei progetti, dei sogni che hanno i giovani per la loro vita, come anche delle difficoltà che incontrano per realizzare il loro progetto a servizio della società, nella quale chiedono di essere protagonisti attivi. L’ascolto dei giovani fa parte dell’autentica tradizione della Chiesa: infatti, come ricorda il Papa nella Lettera ai Giovani, nella sua Regola monastica San Benedetto invita l’abate a consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante (cf. Regola di San Benedetto III, 3). La motivazione di questa richiesta ha un carattere teologale, in quanto spesso il Signore sceglie proprio i più giovani per rivelarsi. In tal senso, anche San Giovanni Paolo II afferma rivolgendosi ai giovani: «Non è affatto più importante ciò che vi dirò: importante è ciò che mi direte voi. Me lo direte non necessariamente con le parole, me lo direte con la vostra presenza, con il vostro canto, forse anche con la vostra danza, con le vostre rappresentazioni, infine con il vostro entusiasmo» (Varcare la soglia della speranza, Milano 1994, 139-140).

In quest’orizzonte la Segreteria Generale del Sinodo predisporrà un sito Internet per consultare i giovani attraverso un questionario sulle loro aspettative e la loro vita. Le domande riguarderanno tutti i giovani, perché, come si afferma nel Documento Preparatorio, il progetto di Dio riguarda tutti i giovani e le giovani del nostro tempo, e tutti hanno diritto di essere accompagnati senza nessuna esclusione. Le risposte al questionario saranno la base per l’elaborazione dell’Instrumentum Laboris, insieme ai contributi che giungeranno dagli Organismi interessati. Attraverso il sito Internet i giovani potranno anche seguire le varie fasi di preparazione del Sinodo, gli interventi del Papa sui giovani e potranno condividere riflessioni ed esperienze sul tema del Sinodo.

Nei giorni precedenti la prossima Domenica delle Palme, dal 5 all’8 aprile, la Segreteria Generale parteciperà all’Incontro internazionale sul tema «Da Cracovia a Panama. Il Sinodo in cammino con i giovani», organizzato, com’è consuetudine nel periodo tra una GMG e l’altra, dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. In quell’occasione sarà presentato ai responsabili della Pastorale Giovanile delle Conferenze Episcopali il Documento Preparatorio e la dinamica della consultazione nelle Chiese particolari. La sera di venerdì 7 aprile si terrà presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium “Parco della Musica” di Roma un concerto del GEN Rosso e Verde. Ad esso sono invitati tutti i giovani e vi saranno testimonianze di giovani di diverse parti del mondo. Il luogo è stato scelto non a caso: esso vuole essere un “ponte” di dialogo e di coinvolgimento dei giovani credenti con tutti i loro coetanei. Sabato 8 aprile, invece, ci si riunirà nella Basilica di Santa Maria Maggiore per una Veglia di Preghiera in preparazione alla Messa della Giornata Mondiale della Gioventù, che, quest’anno come anche il prossimo, sarà celebrata a livello diocesano. La Basilica Liberiana è stata scelta per evidenziare la connotazione mariana del cammino verso la GMG di Panama del 2019, come emerge dai temi proposti per il prossimo triennio dal suddetto Dicastero competente. I canti della celebrazione in Piazza San Pietro saranno affidati al Coro della diocesi di Roma insieme ai rappresentanti di altri Cori provenienti da diverse diocesi italiane.

Conformemente alla prima parte del Documento Preparatorio del Sinodo: “I giovani nel mondo di oggi”, si vuole promuovere anche una riflessione sulla realtà giovanile nel mondo contemporaneo. Per questo è in programma, per il mese di settembre, un Seminario di Studi, al quale saranno invitati specialisti di diversi Paesi, ma che sarà aperto a tutti coloro che vorranno parteciparvi. Sulla scia di quanto ha detto il Papa nell’Omelia del 31 dicembre 2016, ci si vuole interrogare sul “debito” che abbiamo verso i giovani, pensare come assumere la “responsabilità” verso le giovani generazioni e progettare itinerari educativi, luoghi e spazi perché siano realmente inseriti nella società, animando il presente e contribuendo a realizzare i loro sogni per un futuro più giusto e umano.

 

Intervento di Elvis Do Ceu e Federica Ceci

Buongiorno a tutti,

una breve presentazione: mi chiamo Elvis, ho 21 anni, sono di origini capoverdiane e studio Arti e Scienze dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere dell’Università Sapienza. Nella mia Parrocchia, San Tommaso Moro qui a Roma, sono catechista di un gruppo di giovani adolescenti, realtà entusiasmante che mi permette di essere “fratello maggiore” nella fede di ragazzi che cercano Cristo, accompagnati da chi crede e scommette sulle potenzialità che rendono unico il progetto di vita di ciascuno di essi.

Sono Federica, ho 24 anni e sono prossima alla laurea in Giurisprudenza presso lo stesso Ateneo. Sono impegnata anch’io nella Parrocchia di San Tommaso Moro, che nel proprio territorio comprende appunto la sede dell’Università Sapienza, l’Ateneo più grande d’Europa. Ciò favorisce la partecipazione alla vita parrocchiale di un folto numero di giovani: non solo studenti universitari, molti dei quali stranieri, ma anche tanti giovani lavoratori che gravitano in zona. In particolare, io sono responsabile della Scuola parrocchiale di formazione sociale e politica che, proprio sulle orme di San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, coinvolge da oltre due anni circa sessanta universitari. Il nostro percorso di crescita, basato sulla Dottrina sociale della Chiesa, è volto alla formazione di una coscienza politica che ci permetta di “sporcarci le mani”, vivendo nella società non da spettatori ma da protagonisti attivi e consapevoli.

Innanzitutto, vogliamo ringraziare di cuore Papa Francesco che, accogliendo le proposte dei Vescovi di tutto il mondo, ha deciso di convocare la prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo sul tema dei giovani e, in particolare, della loro fede e del loro discernimento vocazionale. Abbiamo già avvertito con forza l’attenzione dei Vescovi alle nostre famiglie in occasione dei due precedenti Sinodi, e adesso a maggior ragione gioiamo perché i nostri Pastori intendono parlare direttamente a noi giovani, rendendoci interlocutori privilegiati di una Chiesa in uscita e in dialogo con le nuove generazioni.

Siamo grati per le parole di incoraggiamento, fiducia e stima che il Santo Padre ci rivolge all’inizio di questo nuovo cammino sinodale con la Lettera ai giovani che oggi viene resa pubblica e, più in generale, lo ringraziamo perché continuamente ci fa sentire al centro del Corpo vivente della Chiesa, credendo in noi e confidando nel nostro contributo all’edificazione, da una parte, di una comunità cristiana sempre meno ingessata e più accogliente e, dall’altra, di una comunità umana capace di promuovere la ricerca del bene comune mettendo al centro la persona.

Nel momento in cui viene consegnato a tutte le Chiese del mondo il Documento Preparatorio del prossimo Sinodo, siamo convinti che i Vescovi si porranno in ascolto dei giovani delle loro Diocesi, anche di quelli che vivono più lontani dal mondo ecclesiale ma che sono comunque fortemente desiderosi di attenzione e di risposte di senso. Siamo sicuri che sapranno “perdere tempo” con noi giovani, non solo per parlare, ma anche per ascoltare ciò che abbiamo da dire, con l’obiettivo di costruire insieme una Chiesa più “giovane e fresca” aperta al confronto e all’incontro.

Inoltre, da giovani quali siamo, sperimentando quotidianamente nella nostra realtà la bellezza e la libertà di essere cristiani, desideriamo parlare ai cuori dei nostri coetanei in tutto il mondo, invitandoli a non chiudersi ma, al contrario, ad accogliere le opportunità che la Chiesa ci offre con la prossima Assemblea sinodale.

Da ultimo, vogliamo lanciare un appello agli Organi di Stampa: vi chiediamo di dedicare maggiori spazi al mondo giovanile, mettendone in luce i tanti aspetti di positività e non solo gli elementi di debolezza e turbolenza. Aiutateci anche voi, con gli strumenti di cui disponete, a diventare protagonisti non solo di un futuro ancora da venire, ma anche e soprattutto di un presente che ci chiama già oggi a costruire la civiltà dell’Amore, mettendo a frutto i nostri talenti nei luoghi in cui siamo chiamati a vivere.

IL VIDEO INTEGRALE DELLA CONFERENZA STAMPA

Maggiori info sul sito della Santa Sede www.vatican.va

Cammiamando, sabato 22 aprile il terzo appuntamento a San Michele

Si svolgerà sabato 22 aprile dalle 16 alle 18.30 il terzo appuntamento di “Cammiamando”, il percorso rivolto a giovani coppie di fidanzati fino a 25 anni che vogliono riflettere sulla loro vocazione. Dopo il primo incontro incentrato sul significato dell’amore, è stato affrontato il tema della comunicazione, al quale faranno seguito una riflessione sulla corporeità, e infine un approfondimento sulla preghiera. Un itinerario che comincia ad aprire il dialogo su quello che sarà il prossimo tema che verrà affrontato dal Sinodo dei Vescovi, ovvero i giovani, la fede e il discernimento vocazionale. “La Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza – si legge nella parte introduttiva del documento preparatorio –, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi. Ci sono giovani che sanno scorgere quei segni del nostro tempo che lo Spirito addita. Ascoltando le loro aspirazioni possiamo intravvedere il mondo di domani che ci viene incontro e le vie che la Chiesa è chiamata a percorrere”. Un cammino che nella chiesa della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, in vista anche del Sinodo diocesano la cui fase preparatoria è già cominciata, assume una valenza ancora più importante.

 

Giornata diocesana dei giovani, grande festa ad Arezzo

Grande festa per la giornata diocesana dei giovani ad Arezzo, che è cominciata all’oratorio di San Domenico con attività in gruppi per riflettere sul messaggio di Papa Francesco dal titolo “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente” (Lc 1, 49). Sono le parole di Maria nel Magnificat, e sempre intorno alla Madonna sarà incentrata anche la giornata diocesana del prossimo anno che avrà per tema “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30), che farà meditare i giovani sulla carità piena di coraggio con cui la Vergine accolse l’annuncio dell’angelo. La GMG 2019 sarà ispirata alle parole «Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola» (Lc1,38), risposta di Maria all’angelo, carica di speranza. La giornata diocesana dei giovani ad Arezzo ha visto un bel coinvolgimento da parte dei ragazzi.

 

Dopodiché si è svolta la messa nella cattedrale di Arezzo presieduta da mons. Riccardo Fontana, e animata dai canti dei giovani del cammino neocatecumenale. Il vescovo Riccardo nell’omelia ha detto ai ragazzi di essere compagni di Gesù, di stargli vicino.

Giornata diocesana dei Giovani – Sabato delle Palme 2017

Sabato 8 Aprile si terrà la Giornata Diocesana dei Giovani.

Il ritrovo è alle ore 15.00 presso l’oratorio di San Domenico ad Arezzo; divisi in gruppi, verranno proposte delle attività per riflettere insieme sul tema della Giornata che ha indicato Papa Francesco: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1,49).

Alle 18.00 celebreremo la S. Messa in Cattedrale con il nostro Arcivescovo Riccardo.
A seguire, alle 19.30, apericena in Seminario.

Chiediamo ai responsabili dei gruppi di farci pervenire una indicazione di partecipazione alla mail centro@arezzogiovani.it

Qui la lettera del Papa ai giovani

 

Cammiamando, il 1 aprile secondo incontro a San Michele

E’ in programma per sabato 1 aprile alle 16 nella chiesa di San Michele il secondo incontro del percorso Cammiamando, l’iniziativa organizzata dal centro per la pastorale giovanile, in collaborazione con il centro per la pastorale della famiglia della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, rivolta a giovani coppie di fidanzati.

Il primo incontro è stato incentrato sul significato dell’amore. Un primo tassello per poi sviluppare altre riflessioni lungo l’itinerario che si concluderà il 14 maggio.

 

Rivivi tutte le immagini e i momenti più significativi della Gmg a Cracovia

L’anno della pastorale giovanile della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro si appresta a ripartire sulla scia del meraviglioso momento di comunione e di fede, vissuto da tanti giovani in Polonia, a Cracovia, per la giornata mondiale della gioventù. Un’esperienza di misericordia all’insegna di testimoni come Giovanni Paolo II e Santa Faustina Kowalska, e di fratellanza con la partecipazione insieme ad altri milioni di ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo agli incontri con Papa Francesco. E’ possibile rivivere quei momenti attraverso i servizi realizzati da TSD a Cracovia, che hanno documentato giorno per giorno la quotidianità vissuta dai giovani sul posto.

 

 

 

AGGIORNAMENTO ISCRIZIONE GMG

Importanti aggiornamenti sull’iscrizione alla GMG 2016 a Cracovia:

prorogate le iscrizioni (aperte fino al 15 maggio) e abbassata la quota!

Le schede vanno stampate, compilate e inviate a centro@arezzogiovani.it o consegnate a mano al Centro di Pastorale Giovanile a San Michele.

sono possibili 2 soluzioni:

A) giornate nelle diocesi polacche (gemellaggio) + settimana GMG a Cracovia: partenza 18 luglio e rientro il 1 agosto. Costo totale 500€, o da versare in un’unica soluzione, o da dividere in 2 due rate: la prima di 300€ da pagare all’atto di iscrizione , la seconda di 200€ da versare entro il 15 maggio.

B) solo la settimana GMG a Cracovia: partenza il 24 luglio e rientro il 1 agosto. Costo totale 450 € da dividere in due rate: la prima di 300€ da pagare all’atto di iscrizione, la seconda di 150 € da versare entro il 15 maggio.

SCHEDA DI ISCRIZIONE PER TUTTI

Alla scheda di iscrizione va allegata la ricevuta del bonifico della prima rata di 300€

dati per il bonifico:

IBAN: IT15P0539014100000000094009

INTESTATO A: DIOCESI DI AREZZO CORTONA SANSEPOLCRO

CAUSALE: GMG 2016 COGNOME NOME 1 RATA

SE il tuo PARROCO o REFERENTE DI GRUPPO preferiscono fare un versamento parrocchiale/di gruppo possono ovviamente farlo: dovranno inviare a centro@arezzogiovani.it  l’elenco dei nomi per cui è fatto il versamento.

Se rientri fra le seguenti categorie, ti chiediamo di compilare e farci avere anche la relativa scheda, oltre alla scheda di iscrizione.

MINORENNI

SACERDOTI

 PERSONE CON DISABILITA’

PERSONE CHE HANNO BISOGNO DEL VISTO PER LA POLONIA

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